QUANNO CE VOLE, CE VOLE…

29 marzo 2010

         bestemmia

Specialisti blasfemi, bestemmiatori per antonomasia, erano una volta i carrettieri, categoria oggi scomparsa, ma degnamente sostituita dai calciatori. I quali, caduti nelle ire della Lega Calcio, decisa a stroncare il deprecabile vizio, hanno pensato bene farsi difendere, nientepopodimenoché, dall’Associazione Mondiale, dico mondiale, dei calciatori professionisti, rivendicando il diritto, tanto di moda in questi tempi, di libertà d’opinione.

La tesi è, dunque, questa: la categoria deve già rinunciare alla libertà personale;
accettare sequestri di persona collettivi, come i ritiri; scordarsi una regolare attività sessuale, sacrificata in nome della concentrazione;
subire i processi sommari di questo o quel giornalista per il primo calo di rendimento vero o presunto;
vedersi regolarmente inseguiti e spiati durante i loro momenti di libertà, le minacce dei tifosi, i calci sugli stinchi, ecc…

Aggiungete che, con metodi da Santa Inquisizione, la Lega per debellare il malcostume fa sistematico ricorso a sordomuti giurati, esperti nella lettura labiale di immagini televisive di giocatori che possono avere, più o meno, motivo di imprecare contro la sfiga, utilizzando espressioni blasfeme.
Tutto ciò per il gusto sadico dei signori della Lega di affibbiare due o tre giornate di squalifica ai colpevoli di turno.

“Quanno ce vole, ce vole!”, diceva, autoassolvendosi, il curato di campagna, soggetto alla debolezza.“Libera bestemmia, in libero Stato!”, insiste nel dire l’Associazione Mondiale dei Calciatori Professionisti, e aggiunge:
“Che facciamo? Gli vogliamo pure togliere la parola a questi disgraziati? O devono fare tutti la fine del povero Chimenti che domenica scorsa, dopo aver beccato un gol da 40 metri da Cassano, ha, sì resistito all’impulso belluino di bestemmiare, per poi sfogarsi negli spogliatoi fratturandosi una mano contro la panchina?

Il dramma quotidiano di questa categoria è immane, specie se confrontata con quella di tanti fortunati operai che, senza lavorare, godono di laute casse integrazioni, o dei tanti precari che, in attesa di un impiego, possono concedersi il lusso di dormire fino a mezzogiorno.

L’Associazione Mondiale dovrebbe valutare queste grosse discrepanze, riaffermare quei valori che attengono al rispetto e all’educazione e non intervenire sui fatti che l’infrangono, in considerazione della risonanza che ha il calcio sui giovani che lo praticano e che lo seguono, se così non fosse sarebbe più utile chiuderla, ma non sarebbe una gran perdita per l’umanità. Siamo soffocati da enti inutili e non abbiamo bisogno di importarne altri.

Terni, 27 marzo 2010
Ing.Giocondo Talamonti


“Punire chi bestemmia… carenza educativa di famiglie, scuola e società”

13 febbraio 2010

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Come una maledizione biblica, che periodicamente s’abbatte sull’umanità  per ripristinare valori e principi perduti, così anche il calcio è percorso da flagelli ricorrenti di differente natura nel tentativo disperato di correggere le debolezze del sistema. Che si chiamino scommesse, falsificazioni di documenti, maneggi moggiani, compravendite di partite, di arbitri, di violenze ultras, poco importa. L’effetto è comune: al pari degli uomini che seguitano a rincorrere peccati e perdoni, altrettanto avviene nel mondo del pallone fra perdite di credibilità e  soluzioni incerte. Tutte le misure intraprese di volta in volta, per bloccare nelle intenzioni i vari danni d’immagine fatti allo sport più popolare del mondo, hanno sistematicamente l’effetto che tutti vogliono; cioè nessuno.

Se oggi i dirigenti nazionali hanno ancora a che fare con le scommesse truccate di Gallipoli, se devono affrontare problemi d’ordine pubblico con gli ultras laziali, fiorentini, napoletani, romanisti, se non si sa come fermare l’ondata razzista, se ancora su trecento campi di calcio, equamente distribuiti lungo la Penisola, gli arbitri vengono settimanalmente picchiati, se nonostante i tornelli, i controlli agli ingressi, i biglietti nominativi ancora non si riesce a bloccare gli esagitati domenicali, beh, allora vuol dire che qualcosa di sbagliato c’è.

E, quando il pesce puzza, è la testa che emana il fetore peggiore.  Ma il riferimento non è ai capi pallonari; piuttosto, si rivolge alla società bacata che, da più fronti, alimenta atteggiamenti aggressivi, minacce continue, propositi devastanti. Molto dipende dall’errato presupposto di concepire lo sport come una valvola di sfogo alle tensioni sociali e personali, avvalorando l’idea che prendere a “paraculate” l’arbitro almeno una volta alla settimana, meglio se due o tre, faccia bene alla salute. Una terapia siffatta, soggetta di per sé ad allargarsi a giocatori, presidenti, poliziotti, avversari è l’addestramento gratuito alla violenza, meritevole di comprensione sociale, perdonismo da tifo, accondiscendenza benevola da parte della pubblica opinione, salvo poi, svegliarsi di botto e prendere atto che le vittime sistematicamente prodotte dal sistema avrebbero meritato un invito alla prudenza.

Abete intende, giustamente, punire chi bestemmia in campo riattivando la prova moviola, dimenticando che la punizione non modificherà atteggiamenti analoghi in futuro. Ancora una volta, si fa finta di ignorare che il problema risiede nella carenza educativa di famiglie, scuola e società, e che quelle intemperanze sono sintomi di violenza, di sopraffazione e che si è persa l’abitudine a controllare civilmente il dissenso e la propria opposizione.  Che ci si deve aspettare, d’altronde, dalle manifestazioni di opinioni personali da contrapporre a quelle degli altri se giornalmente in televisione si assiste al turpiloquio, all’offesa continua, alla volgarità becera di sopraffare l’interlocutore alzando la voce?

Nessun comportamento sociale è avulso dal tempo che lo vive. Tant’è; né basta il richiamo alla moderazione di una voce che si perde nel deserto. O siamo tutti a reagire oppure teniamoci, come ogni popolo, il re che si merita.

Giocondo Talamonti


Immaggini Amatoriali del 1972 – Ternana in serie A

10 febbraio 2010

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Il 18 giugno 1972 la Ternana nell’ultima giornata di campionato batteva il Novara per 3 a 1 e conquistava la serie A.  Vi propongo le mie riprese amatoriali girate in quei giorni di festa. Forza Ternana!

Ternana in serie A by Giocondo Talamonti

TERNANA IN SERIE A – Immagini di Giocondo Talamonti (2° Parte)