Comune di Terni – Atto di Indirizzo: la crisi colpisce duramente anche i lavoratori della scuola (personale docente e ATA)

25 agosto 2010

personale ataAl Sindaco del Comune di Terni

Premesso che il permanere di una crisi economica e finanziaria colpisce, in un crescendo, le aziende e un mercato del lavoro che si sostiene solo grazie al ricorso massiccio alla cassa integrazione e alla mobilità.

Considerato che l’emergenza disoccupazione rischia di deflagrare con pesantissime conseguenze sul tessuto economico e produttivo locale (Emicom, Basell, TK-AST…etc.) e regionale.

Visto che la manovra finanziaria di Tremonti implica uno smantellamento dello stato sociale, un abbattimento del costo del lavoro e una riduzione dei servizi, scommettendo, ancora una volta, sulle miracolose potenzialità del mercato e dell’impresa. Soltanto interventi programmatori di lungo periodo e strutturali possono garantire di affrontare efficacemente la situazione.

Tenuto conto che i tagli apportati alla scuola pubblica si stanno configurando come colpi incalzanti di una mannaia che taglia simultaneamente posti di lavoro, programmi educativi e progetti di vita

Visto che per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione a 16 anni si introducono norme che prevedono l’assolvimento dell’ultimo anno dell’obbligo con il contratto di apprendistato che, come è noto, assume l’aspetto di un vero e proprio rapporto di lavoro. Si condannano, così, le ragazze e i ragazzi che hanno difficoltà di proseguire negli studi, spesso causate dalle precarie condizioni economiche delle famiglie o da contesti sociali degradati, all’inserimento precoce nel mondo del lavoro senza quelle idonee competenze formative atte a fronteggiare i cambiamenti epocali che caratterizzano il lavoro.

Vista la consistenza del numero dei posti di lavoro sacrificati nella scuola, 40.000 posti in meno nel 2010/2011(25.000 posti di docenti e 15.256ATA) che la cancellano dal ventaglio dei beni pubblici da salvaguardare dimenticando che è la base di una filiera che la lega all’Università, la Ricerca, l’Innovazione e l’Impresa. Nella sola Provincia di Terni il numero dei posti tagliati contano, nel 2009 n.189 unità, nel 2010, 170, per un totale di 359 posti di lavoro equivalenti alla chiusura di una media impresa (i più colpiti sono i giovani ed in particolare le donne e con ciò si incrementa la disoccupazione giovanile).

Considerato che i tagli coinvolgono anche i Centri Territoriali per l’educazione degli adulti in deciso contrasto con gli obiettivi fissati dalla strategia di Lisbona e dalla Commissione europea, nel settore dell’istruzione e della formazione 2010 che comprende la Promozione dell’apprendimento permanente come uno degli aspetti chiave per superare la crisi in atto.

Visto che questo paese, fra i membri degli stati europei, è quello che impiega meno risorse per l’istruzione pubblica (al di sotto della media Ocse, mentre è bene in media per i finanziamenti alle scuole private). Si consideri che in mezzora il governo Berlusconi è riuscito a destinare, ad un battito di ciglia del cardinal Bagnasco, decine di milioni per le scuole clericali, ha immesso in ruolo, senza concorso, decine di migliaia di persone per l’insegnamento della religione, mentre tagliava otto miliardi alle scuole pubbliche.

Considerato che la scuola pubblica è vista, contrariamente a quanto accade negli altri paesi, come un costo non come un investimento.

Si impegna il Sindaco a

- dar vita ad un incontro tra le forze istituzionali politiche, sociali, sindacali, culturali, i dirigenti scolastici, le associazioni e i movimenti per elaborare proposte finalizzate ad un Piano regionale della scuola che preveda: nuovi ammortizzatori e tutele , una revisione del riparto dei fondi per il diritto allo studio in modo da adeguare la distribuzione dei contributi alle emergenze derivanti dalla riforma della scuola pubblica

- non indugiare e presentare al più presto le proposte che il gruppo consiliare ha già avanzato con atti di indirizzo sul lavoro per un Piano regionale del lavoro che prevede la Scuola come fulcro per lo sviluppo.

- monitorare l’impatto che i tagli al personale hanno prodotto sulle realtà scolastiche nell’ottica di una offerta formativa il più possibile condivisa e rispondente alle effettive esigenze del territorio;

- sostenere l’impegno, che l’assessore regionale Casciari si è assunta insieme all’ Anci, di portare sui tavoli interregionali e nazionali la richiesta di maggiori risorse di organico, che a gran voce proviene dai territori nonché risorse per le attività curriculari e per l’educazione permanente degli adulti.

Terni 25 Agosto 2010

Capogruppo RC/CI – Giocondo Talamonti


Tagli Personale Scuola e Trasporto Pubblico studenti

25 agosto 2010

scuola4

Da “Il Messaggero” del 24/08/2010 articolo di Lucilla Piccioni dal titolo “Scuola, “babele” sulle aperture ed è caos per insegnanti e tecnici”

….L’accorpamento delle classi avrà anche un’altra conseguenza, i professori che fino ad ora erano fissi in alcune sezioni ed insegnavano al biennio o al triennio verranno spalmati su più classi….

Dalla burrasca non si salvano neanche le segreterie. Il taglio del personale della scuola ha fatto si che molti tecnici di laboratorio siano spostati in segreteria come amministrativi.

“Si tratta di persone che per il loro lavoro hanno competenze anche importanti ma che ora si trovano a dover svolgere un altro lavoro per cui non sono preparati”, dice Giocondo Talamonti preside dell’ ITIS Allievi e dell’IPSIA Pertini.

Talamonti lancia un’appello ai presidi degli altri istituti superiori per poter trovare un fronte comune per il trasporto pubblico degli studenti.

L’Atc ha già fatto sapere che non può potenziare le linee così come servirebbe per l’inizio del nuovo anno scolastico.

“Se riusciamo ad uniformare gli orari di ciascun istituto in modo tale che gli studenti quando fanno 6 ore si concentrino tutti negli stessi giorni potremmo anche chiedere più corse all’ATC perchè gli utenti sarebbero davvero tanti”, chiarisce Talamonti

Comune di Terni – Interrogazione: stato di salute della “Fontana” di Piazza Tacito

25 agosto 2010

fontana piazza tacito

Comune di Terni – Interrogazione: stato di salute della “Fontana” di Piazza Tacito

Al Sindaco del Comune di Terni.

Premesso che la Fontana di Piazza Tacito va ritenuta patrimonio esclusivo dei ternani che, nel tempo, l’hanno guardata come simbolo della città industriale e come tale custodita con attenzione, anche di fronte ad ogni tentativo di sminuirne il significato: la “penna er calamaio” dicevano i romani, l’acqua e l’acciaio rispondevano i ternani.

Preso atto che attualmente è ridotta in uno stato pietoso, preda di vandali ed incivili.

Tenuto conto che il mosaico riproducente i segni dello Zodiaco, disegnato dal grande artista
Corrado Cagli
, fa ormai da fondo ad una grande pattumiera che raccoglie grande quantità di buste di plastica, bicchieri, bottiglie, pacchetti di sigarette, rifiuti di ogni genere.

Recepita la giusta indignazione dei ternani.

si chiede al Sindaco e all’assessore competente se intendono prendere le dovute misure per:

1) salvaguardare un bene prezioso per tutti quei ternani che tengono alla propria città.

2) recuperare il mosaico di Corrado Cagli;

3) installare apposite telecamere per tutelarne la salvaguardia contri gli atti vandalici e i comportamenti di coloro che trasformano la fontana in una discarica;

Terni 25 Agosto 2010

Capogruppo RC/CI – Giocondo Talamonti


Comune di Terni – Interrogazione: Sicurezza e cura degli alberi

25 agosto 2010

Albero

Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che la città di Terni può vantare un patrimonio arboreo di grande interesse che va, perciò, curato e trattato per tutelarne l’integrità.

Tenuto conto che il cemento a volte soffoca il verde degli alberi in antitesi con la sensibilità che dovremmo dimostrare nei loro confronti.

Visto che il nostro pianeta non ha né risorse né difese all’infinito per cui è fondamentale trasmettere a tutti il rispetto del verde insegnandolo ai bambini anche nella più tenera età.

Si chiede al Sindaco e all’Assessore competente:

- di conoscere lo stato delle nostre piante sapendo che la loro presenza è parte integrante del nostro territorio e della nostra cultura;

- quali accorgimenti sono previsti per le piante colpite da condizioni atmosferiche e ambientali avverse, specialmente quelle le cui radici non affondano nel terreno.

- se è stato preso in considerazione il loro valore intriseco da preservare e armonizzare con la sicurezza delle persone;

- se non ritiene utile evitare, come sostengono gli ambientalisti, potature e capitozzature selvagge in rigoroso rispetto del convincimento che: la naturale bellezza della chioma di un albero dipende dall’ininterrotto assottigliarsi, dal tronco fino ai rametti più fini e delicati, e dal regolare dividersi di branche e rami.

Terni 25 Agosto 2010

Capogruppo RC/CI – Giocondo Talamonti

Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che la città di Terni può vantare un patrimonio arboreo di grande interesse che va, perciò, curato e trattato per tutelarne l’integrità.

Tenuto conto che il cemento a volte soffoca il verde degli alberi in antitesi con la sensibilità che dovremmo dimostrare nei loro confronti.

Visto che il nostro pianeta non ha né risorse né difese all’infinito per cui è fondamentale trasmettere a tutti il rispetto del verde insegnandolo ai bambini anche nella più tenera età.

Si chiede al Sindaco e all’Assessore competente:

- di conoscere lo stato delle nostre piante sapendo che la loro presenza è parte integrante del nostro territorio e della nostra cultura;

- quali accorgimenti sono previsti per le piante colpite da condizioni atmosferiche e ambientali avverse, specialmente quelle le cui radici non affondano nel terreno.

- se è stato preso in considerazione il loro valore intriseco da preservare e armonizzare con la sicurezza delle persone;

- se non ritiene utile evitare, come sostengono gli ambientalisti, potature e capitozzature selvagge in rigoroso rispetto del convincimento che: la naturale bellezza della chioma di un albero dipende dall’ininterrotto assottigliarsi, dal tronco fino ai rametti più fini e delicati, e dal regolare dividersi di branche e rami.

Terni 25 Agosto 2010
Capogruppo RC/CI – Giocondo Talamonti


Arriva la scossa…

25 agosto 2010

scossaE’ uscito il n.8 de “La Scossa”, periodico del Gruppo Consiliare della Lista Comunista.

In esso sono riportate le notizie relative agli infortuni sul lavoro, quattro chiacchiere con l’assessore comunale Silvano Ricci, l’atto di Indirizzo: la crisi colpisce duramente i lavoratori della scuola del gruppo consiliare di Rifondazione/Comunisti Italiani,” le molliche” di Effe Elle e le “chicche del Maestro Sommo”.

Chiunque può richiederne copia gratuita alla redazione.
giocondo.talamonti@email.it

Terni, 25.08.2010

Giocondo Talamonti


“A PROPOSITO DEL COMPORTAMENTO NEGLI STADI ”

23 agosto 2010

violenza-stadi

Stanno per iniziare i campionati di calcio ed i problemi che si presentano sono sempre gli stessi: “la violenza negli stadi” e il “doping”, nonché il comportamento degli Ultras delle varie squadre, che si cerca di combattere con i tornelli e con altri mezzi tecnologici che non ci convincono perché non poggiano sull’educazione e sulla formazione dei singoli. A proposito del comportamento degli ultras, in occasione dei derby o di partite di calcio, va detto, a scanso di equivoci, che le condanne inflitte ai violenti trovano concordi, con l’opinione pubblica, anche la nostra. I fenomeni di intemperanza sportiva nei vari Stadi della penisola stanno diventando un costume e investono squadre che vanno dai dilettanti ai professionisti.Porre un freno all’escalation è un dovere delle Istituzioni ed un diritto della comunità. La legge tutela il rispetto per la proprietà altrui e la salvaguardia dei cittadini nei confronti di episodi di violenza e punisce severamente chi sbaglia.Non deve trarre in inganno, né servire da giustificazione il fatto che quasi sempre i giudici, nei confronti di scontri “sportivi”, abbiano tenuto un atteggiamento “comprensivo” nei riguardi dei trasgressori.Per quanto riprovevoli, le violenze consumate nei contesti calcistici, hanno goduto sempre di una certa “accondiscendenza”, anche da una larga parte della pubblica opinione, considerando gli “sfoghi”, come esuberanze giovanili. Nel caso dei danni arrecati qualche anno fa alla stazione ferroviaria di Terni, prima del derby Perugia-Ternana del 2005, 14 giovani, erano stati rinviati a giudizio, il sospetto che essi siano stati capri espiatori delle colpe delle tifoserie nazionali, appare, tuttavia, lecito.C’è da chiedersi che cosa abbiano fatto le Istituzioni per prevenire le intolleranze; perché non bastano le leggi e le forze dell’ordine per evitare che le violenze si ripetano; leggi e militari si incaricano di reprimerle. Il compito di educare i cittadini e l’analisi di prevenzione del rischio appartengono ad altre realtà istituzionali: la scuola, la famiglia, la società tutta.Le giustificazioni date allora dai fermati ultras circa l’esiguità dei biglietti concessi ai ternani, appaiono deboli.Eppure, nessuno potrà mai dire se, disponendo di un numero doppio di ingressi, gli atti violenti si sarebbero manifestati.Le punizioni comminate, alla luce di queste considerazioni, sembrano eccessive e rischiano di oltrepassare il livello di gravità delle colpe. Sarà il caso che quanti hanno come dovere sociale la responsabilità di crescere cittadini rispettosi delle leggi, si attivino per evitare che il cattivo comportamento di pochi si identifichi con quello di tutti.E’ inutile dire che sono contrario a non far giocare il derby (Perugia – Ternana) per motivi di ordine pubblico (oggi per motivi oggettivi non è possibile, ma quando lo sarà dobbiamo far sentire la voce di tutti gli umbri ). Al di la di intemperanze di pochi il popolo sportivo di Terni e Perugia non lo è. Gli ultras ternani e perugini, per restare nella nostra regione, così come i tanti sportivi ternani e perugini meritano rispetto in considerazione dell’attenzione che entrambe le città pongono nei confronti dello sport. Farne uno spot per episodi isolati e mandarlo in onda su tutte le televisioni nazionali è un’immagine di città che non ci appartiene. La voce di Terni si faccia sentire forte e chiara. Certo il problema della violenza in Italia c’è e le partite di calcio sono ricche di episodi incresciosi che non risparmiano anche sodalizi che vantano una solida tradizione sportiva. Bisogna puntare sui giovani, sulla prevenzione, sulla formazione chiamando la scuola tutta, la famiglia a dare il proprio contributo e le istituzioni e le organizzazioni sportive a favorire gli incontri con gli studenti ed i campioni siano a disposizione per trasmettere valori. Lavorando in sinergia sarà possibile educare allo sport e creare una vera cultura sportiva. Proviamoci…insieme si può. Giocondo Talamonti


ALLARME DOPING

17 agosto 2010

doping

Un allarme del tutto nuovo s’avverte nel mondo dello sport in materia di doping. Come nella guerra infinita fra i tutori dell’ordine e i fuorilegge, oggi nei laboratori chimici c’è un fermento per immettere nei circuiti sportivi sostanze non rilevabili nell’ipotesi di controlli. E’ una nuova frontiera che muove interessi economici pari a quelli delle attività cui è destinato il prodotto. Contro l’avanzamento delle strategie illegali di case farmaceutiche con pochi scrupoli, le strutture di controllo non reggono. Impreparate a seguire le “scoperte”, si limitano a stilare liste di sostanze proibite superate dalla scienza medica. E quand’anche fossero in grado di conoscere gli sviluppi tecnici marcati da queste aziende, si troverebbero sempre a rincorrerle, senza effetti reali. La fantasia che sta alla base delle soluzioni di aggiramento della legge e delle norme dettate in materia, come, ad esempio, la possibilità di stimolare l’organismo a produrre quelle sostanze che consentono prestazioni elevate, senza che compaiano in circolo, le circostanze causali che le hanno generate.

E’ indubbio che certi sport abbiano assunto connotazioni che travalicano il puro gesto atletico, relegati a svolgere un ruolo d’immagine economica esclusivamente vincente. Gli interessi che stanno dietro ad una vittoria hanno un valore olimpico solo per gli ingenui. L’atleta o la squadra che non vince offusca l’immagine dello sponsor, legato a logiche di mercato che non consentono rilassamenti. L’imperativo è essere primi; posizione sublimata in centinaia di messaggi mediatici che affianca l’atleta all’azienda.

La situazione diventa ancora più problematica, quando ad avvalersene sono i protagonisti di sport di squadra dietro il cui comportamento si celano la consapevolezza e la responsabilità di forzare il rendimento, non solo personale ma anche della compagine a cui appartengono.

Si potrebbe determinare, infatti, un effetto domino, sia fra gli appartenenti alla propria squadra, sia tra coloro che li mitizzano, perché il successo continui.Non esiste morale da seguire in questa programmazione della supremazia; non esistono compromessi con la coscienza del singolo, né, tantomeno, alcun rispetto per quella collettiva. Siamo alla resa etica dello sport, all’ annullamento dei valori di lealtà, condizione primaria di ogni disciplina, alla mortificazione dell’uomo-atleta divenuto strumento della materialità.

Contro l’avanzamento di tali disegni esiste un solo strumento: educare o rieducare le masse al rispetto di se stessi e degli altri. E’ un compito enorme quello che attende famiglie, scuola e società; un impegno che può sembrare proibitivo, ma che non deve scoraggiare nessuno dall’intraprenderlo.

Prioritaria risulta, quindi, l’opera di prevenzione che, può e deve essere svolta facendo leva, non su campagne pubblicitarie, ma sulla persuasione personale.Tale effetto, si può ottenere tramite un efficace intervento culturale che deve crescere insieme all’individuo ed essere coltivato nel corso di tutta la vita.

La scuola, in detta ottica, è la sola che può far capire, nonostante i segnali contrari che possono provenire da certi ambienti, la differenza tra il vero significato dello sport, autentica espressione delle intrinseche potenzialità degli individui, con quello dell’”esercizio sportivo” legato agli interessi di mercato.

E’ necessario, pertanto, ricollocare lo sport nel suo ambito originario.Da come le istituzioni ed i privati cittadini affronteranno questa battaglia dipenderà il futuro delle prossime generazioni.Se si considera che in un recente sondaggio effettuato presso le Scuole Medie di Roma è risultato che oltre la metà degli intervistati sarebbero disposti ad assumere sostanze illecite pur di raggiungere notorietà e ricchezza, il quadro di degrado sociale appare in tutta la sua drammaticità.

In questo contesto, un ruolo predominante è giocato dai media, altrettanto interessati a creare pericolosi modelli di riferimento, neppure lontanamente sfiorati dai pericoli che comporta la mitizzazione nelle menti dei più deboli.

Lo sport non può e non deve identificarsi con questi obiettivi; sta a noi tutti ricondurlo nei canoni che gli sono propri: correttezza e lealtà, sacrificio ed impegno, vittoria come premio alla volontà. E poco importa se mancherà l’apporto finanziario degli sponsor quando il prezzo da pagare richiede il sacrificio della vita.
Giocondo Talamonti


Non mancano né scuole né docenti…

17 agosto 2010

scuola

La trasmissione di principi sociali nella scuola, quali ad esempio i diritti umani, l’integrazione sociale, la tolleranza interetnica, è momento di delicata costruzione delle coscienze dei giovani. Non sempre i testimoni di tali esperienze sono in grado di farsi intendere dai ragazzi e, non a caso, esiste una scienza, la pedagogia, per consentire il miglior trasferimento di conoscenze e di valori.

L’iniziativa dell’assessorato comunale alla cultura (vedi nota Scuola e Servizi Educativi del Comune di Terni prot.115073 del 29.06.2010) che vorrebbe coinvolgere una società privata, sostenendola finanziariamente, per divulgare nelle scuole concetti di solidarietà umana, di diritti civili, di pacifica convivenza all’interno di una comunità, rischia di essere inefficace e, quindi, inopportuna.

Già in precedenza, era stata avanzata al Comune, tramite interrogazione al Sindaco, perplessità circa l’indicazione di tale specifica Cooperativa per dialogare su temi di rilevanza sociale con l’ausilio di esperti, senza minimamente coordinare l’iniziativa con le scuole interessate.

Nel condannare e scoraggiare tale proposizione e nel suggerire che non mancano né scuole, né docenti in grado di svolgere un compito così delicato (fra l’altro abbondantemente presente nei piani dell’offerta formativa di ogni Istituto scolastico), ci si augura che l’utilizzo di risorse esterne avvenga con modalità che coinvolgano la scuola, i docenti e le istituzioni nell’interesse delle famiglie e dei valori che si intendono trasmettere

Il consigliere
Giocondo Talamonti


Comune di Terni – Ordine del Giorno: L’Onu proibisce le bombe a grappolo. Ma l’Italia continuerà a venderle

17 agosto 2010

Senza nome

Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che il primo agosto 2010 la convenzione Onu ha proibito fabbricare, esportare e conservare in depositi più o meno segreti le bombe a grappolo, cluster munition.

Tenuto conto che le bombe a grappolo polverizzano come le altre, ma non è tutto: disperdono 150, 170 frammenti che non sono schegge qualsiasi, bensì trappole micidiali, colorate per incuriosire chi fruga fra le macerie o le ritrova fra l’erba dei campi. Appena sfiorate scoppiano “più efficaci delle mine-uomo”. Cambiano la vita e ogni anno a migliaia di bambini: chi muore e chi resta per sempre diverso.

Considerato che Gino Strada e la sua Emergency sono testimoni del disastro dell’Afghanistan.

Visto che il documento siglato da 30 paesi per rendere obbligatoria la convenzione internazionale proposta dal segretario Onu, Ban Ki-moon. Visto che l’Italia se ne è dimenticata.

Si impegna il Sindaco a far conoscere al Governo la posizione di Terni, città laboriosa che ha scelto di vivere in pace per non conoscere più gli orrori della guerra, bandita dall’articolo 11 della nostra Carta Costituzionale e di farlo in occasione della commemorazione dell’11 agosto 2010 (giornata in cui si scaricarono su Terni oltre 500 Bombe per quattro lunghissimi, interminabili minuti che hanno messo in ginocchio la città)

Giocondo Talamonti


Il Valore della Memoria

17 agosto 2010

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11 agosto 2010: 67.mo anniversario del primo bombardamento della città di Terni. “Il messaggio di questa commemorazione rappresenta per ciascuno di noi lo strumento per capire e per rispondere alle sollecitazioni del presente e di fiducia nel domani”.
Giocondo Talamonti