Marcinelle 8.8.1956- La consapevolezza del valore del lavoro e dell’importanza della sicurezza

11 agosto 2010

MInatore-marcinelle

Marcinelle 8.8.1956- La consapevolezza del valore del lavoro e dell’importanza della sicurezza

L’8 agosto 2010 ricorre il 54.mo anniversario della tragedia di Marcinelle, nella quale persero la vita 262 lavoratori di 12 diverse nazionalità, tra cui 136 italiani.

Tale tragedia rappresenta una delle più drammatiche pagine della storia del lavoro nel nostro Paese, opportunamente eletta giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.L’occasione è servita al Capo dello Stato,On.Giorgio Napolitano, per inviare, ancora una volta, un monito sul tema della sicurezza del lavoro”… è necessario custodire e trasmettere alle nuove generazioni il senso e il valore del sacrificio di Marcinelle…”. Un dovere morale per tutti difendere il lavoro e la sua dignità, ad adoperarsi perché l’istruzione sia alla base della prevenzione. La consapevolezza del valore del lavoro e dell’importanza della sicurezza deve diventare l’elemento fondativo di una nuova coscienza nazionale.

A tal proposito ricordo le parole dell’ex presidente della Camera on. Fausto Bertinotti- “…ho ancora impresse nella memoria le parole di un ex minatore sopravvissuto alla strage di Marcinelle. Mi disse Presidente, vuole sapere perché 50 anni fa tanti miei compagni rimasero sepolti in galleria? Non si trattò di un corto circuito o di un semplice incidente tecnico, ma perché allora il carbone valeva più della vita umana. Se non vuoi che le persone muoiano, allora la vita deve valere più del carbone…”.

Un invito a tutte le forze istituzionali, politiche e sociali a puntare sulla cultura della Sicurezza intesa come prevenzione, come lotta al lavoro nero, come lavorare in sinergia per gli opportuni controlli, come educazione e rispetto della vita umana…
Giocondo Talamonti


Io a Montelupone c’ero

8 agosto 2010

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In tempi come questi, fra crisi, incertezze, paure e precarietà, partecipare a una manifestazione sportiva che non crei stress o competitività, è come stendersi su un’amaca fra due palme di un’oasi. E’ l’ambiente ideale per far pratica di virtù, prima che di muscoli. Correre o camminare, trotterellare o sostare sono tutti verbi coniugabili con la marcia intesa non solo nel senso dell’esercizio fisico, ma ancora di più nella opportunità di scambiare con gli altri amici opinioni, idee, riflessioni sui tormenti e le gioie di ogni giorno.

Il successo della FIASP e la soddisfazione dei suoi iscritti nasce dall’esigenza collettiva di sentirsi affiancato nella marcia da qualcuno; qualcuno che, senza interrogarlo prima, sai essere disponibile a sostenerti, nel caso facessi troppa fatica e che vuole conoscerti, parlarti, così come sarebbe naturale che fosse nella quotidianità.

C’è un messaggio implicito nella marcia, rappresentazione della vita: corse, pause, cadute, camminate, equilibri incerti e passi sicuri s’alternano su percorsi che sembrano lunghissimi, ma che si vorrebbe, anche, non finissero mai.

A differenza delle fatiche esistenziali, vissute nell’eterno conflitto fra gli uomini, il marciatore può contare sull’assenza di parametri costrittivi, quali il tempo, lo stile di marcia, l’assillo di arrivare prima degli altri. Concentrato su se stesso, il marciatore FIASP affronta la strada senza forzature, guardandosi attorno per apprezzare, con la natura che lo circonda, la complessità di chi gli è a fianco, esercitando, con tale disponibilità, una pratica di solidarietà di cui tutti abbiamo bisogno per sentirci partecipi della medesima sorte.

E’ tutto qui il segreto della marcia e qui risiede la voglia di partecipare. Ci sono realtà organizzative all’interno della FIASP, che riescono meglio di altre ad esprimere queste esigenze e il Gruppo Podistico AVIS di Montelupone è fra queste. Già nel titolo della sua Corsa annuale

“Corri con noi e vai come vuoi” , non a caso alla sua 31° edizione, riassume lo spirito fiaspino come meglio non potrebbe. La solidarietà e la fratellanza si colgono anche nel progetto di sostegno alle donazioni di sangue, giunte a 309 quest’anno. Come ogni creatura sana e ben formata nello spirito e nel corpo, l’AVIS di Montelupone è stata allevata con cura e soprattutto con amore. Ci ha pensato Pierluigi Ferramondo a fornirle le vitamine giuste, consegnandola agli attuali organizzatori vigorosa e piena di prospettive future. Pierluigi l’ha fatta crescere affiancandole altre sorelle: Maserà, Marlia, Mantova e Monteforte. Una sola famiglia, unita, ancorché sparsa su cinque province. Un sodalizio interregionale, denominato “5M” che ha fatto la storia del podismo, un modello “esportabile” che testimonia come non esistano frontiere alla voglia di aggregazione, di conoscenza e di fratellanza.

Ora trentenne, a seguirne gli sviluppi c’è Franco Foglia, ma quella che per Ferramondo resta la sua creatura, gli sarà debitrice perenne del medesimo amore.

Giocondo Talamonti
A caldo come si sono espressi i partecipanti…

Appena terminata la marcia, ho chiacchierato con i podisti che organizzano manifestazioni sportive a livello nazionale ed internazionale e con altri partecipanti per cogliere le impressioni a caldo, con l’intenzione di fare apprezzare a chi legge una manifestazione che ritengo essere un punto fermo per amalgamare vecchi e nuovi amici. Dalle loro conversazioni informali, ho tratto le sensazioni che riferisco, riportando gli interventi più significativi. Nell’ordine: Remo Martini, Gianluigi Pasetto, Reinhold Bernardi, Marta Vincenzi, Sandra Mancini, Marcellino Isoli, Marco Simonazzi, Paolo Zanetti, Gianni Fontana, Ugo Bacchi e Gelmino Pasquato.

Remo Martini (Segretario Nazionale della Fiasp)

“…la manifestazione è importante per il mondo della Fiasp perché coniuga l’aspetto sportivo con l’aggregazione sociale. Qui amicizia e cultura si fondono e ciò crea forti effetti…gli incontri del sabato sera con le varie delegazioni provenienti da tutt’Italia contribuiscono a creare un clima di cordialità”

Gianluigi Pasetto (Organizzatore “Montefortiana”)

“…una manifestazione unica nel suo genere perché riesce a radunare realtà podistiche di ogni parte d’Italia. Un esempio da seguire, dove generosità ed ospitalità sono le parole d’ordine. Ai piccolissimi, prima della partenza degli adulti a questa 31.ma edizione, è stata dedicato un percorso di qualche chilometro, segno dell’interesse verso tale fascia di età; attenzione questa che merita di essere imitata. E’ sempre vivo il problema della partecipazione dei giovani alle nostre manifestazioni podistiche. Una lacuna da colmare, da imputare anche ad una programmazione scolastica che non preoccupandosi più di tanto dello stato fisico individuale, non favorisce uno sviluppo armonico delle persona ottenibile attraverso la corsa e la camminata. Insomma, c’è una mancanza della scuola ed a volte anche della famiglia. Noi alla Montefortiana riusciamo a portare 2200 giovani, pochi rispetto al numero dei partecipanti. Occorrerebbe un piano che rilanci lo sport giovane trasmettendo loro le motivazioni alla base delle nostre iniziative. Da questo si capisce perché l’atletica in Italia non è più vincente…”

Reinhold Bernardi (Presidente sezione SVV Val Gardena)

“… una manifestazione ottima, organizzata alla perfezione, peccato il periodo, c’è troppo caldo.

Un percorso bellissimo.

L’occasione è servita per annunciare che le Olimpiadi IVV, Federazione Internazionale di Sport Popolare, giunte alla 13.ma edizione, si svolgeranno nella primavera del 2013 in Val Gardena (Alto Adige). La designazione è stata fatta nell’ultimo meeting in Lussemburgo e la ValGardena ha ottenuto ben 59 voti su 103 votanti (delegati di Associazioni di 26 nazioni) battendo la concorrenza della Cina, dell’Austria e della Norvegia…”

Le Olimpiadi IVV hanno luogo ogni due anni in una nazione diversa. Nel 2009 i giochi olimpici IVV si svolsero a Yamanashi in Giappone, nel 2011 avranno luogo ad Antalya, in Turchia e nel 2013 sarà la volta della Val Gardena/Alto Adige.

Marta Vincenzi

“… a 65 anni non prendo ancora medicine. Sono innamorata di Montelupone e ci tornerò finchè avrò la salute…”

Sandra Mancini, “Vergara” (nel dialetto locale, donna di casa), di Pierluigi Ferramondo)

“… ricorda con passione i momenti vissuti quando, in prima persona, preparava la cena per tutti i partecipanti; ora non sarebbe più possibile perché dal bel casolare in periferia si è trasferita, con il marito Pierluigi, in paese e poi, perché, il numero dei posti a tavola è aumentato a dismisura. Rivive l’organizzazione e l’incarico preciso relativo al vettovagliamento e al pranzo per quei podisti che, impegnati nel lavoro, non potevano provvedervi autonomamente,contribuendo a dare quell’immagine di accoglienza e cordialità tipica della gente marchigiana. Coinvolta anche a livello di prenotazione, riferisce che tutto era molto bello; un momento meraviglioso vissuto intensamente, che si è rinnovato per trent’anni e sempre con allegria. Si lavorava….; racconta della volta che ha fatto la polenta, il baccalà, l’arrosto. Tanto per dare una idea della consistenza , mi dice che preparava 40Kg di pasta all’uovo, 70 Kg. di patate, 60 polli da4 Kg ciascuno. Gli uomini collaboravano. Inizialmente, per tale compito si chiamava un cuoco. Ma da quando un cuoco fece, a modo suo, una besciamella troppo lenta, poco apprezzata dai commensali, fu cacciato e mai più sostituito . Tutti si misero a dare il meglio per la preparazione dei vincisgrassi (Si tratta di lasagne al forno. È un primo piatto che va tradizionalmente condito con ragù e con l’aggiunta di besciamella),furonocoinvolti ex vigili del fuoco abituati a cucinare nei momenti di emergenza; ciò contribuì a farci sentire più uniti. Esperienze che si vivono e che non si dimenticano. A questo punto, si interrompe per abbracciare il nipotino e ci lascia…” tante altre cose aveva da dirci, ma le rimandiamo al prossimo anno. Intanto Giuliana Zampa si presenta con i suoi dolci…una specialità, anche questo è un motivo per essere qui.

Marcellino Isoli ( Presidente del Comitato Fiasp di Verona)

“…si marcia per stare in compagnia. E questa “Vai come Vuoi” è una grande opportunità…”

Marco Simonazzi

“…la marcia di Montelupone è bella…e l’ultima è sempre la più bella. Ci si trova un po’ di tutto amicizia, solidarietà e scambi di esperienze. Conto di essere qui il prossimo anno…”

Paolo Zanetti (Presidente del Gruppo Podistico “Rino Mazzola” di Mantova)

“…la cordialità degli organizzatori, il percorso, la serenità dell’ambiente ti regalano una domenica diversa da condividere con i podisti di diverse zone italiane. Un vero piacere .Il prossimo anno ci sarò con tanti altri amici…anche perché il mio gruppo fa parte delle cinque “M”).

Ricordo che fanno parte delle 5 “M” i seguenti gruppi sportivi:

1 – Monteforte d’Alpone;

2 – Marlia di Lucca;

3 – Mantova “Rino Mazzola”;

4 – Maserà di Padova;

5 – Montelupone (MC)

che negli anni si sono gemellati per condividere un’esperienza che coniuga insieme Sport, Turismo, qualità, attenzione ai giovani, folclore ( per inciso, la serata del sabato e il pranzo della domenica è stata allietata dalla musica e dal canto di Lambertucci Serena. Ella ha davanti a sé un passaggio difficile, ma la sua bravura le può aprire una strada dove le soddisfazioni non mancano), continuità ed ospitalità, ma anche cultura con una mostra del caricaturista Gabriele Galantara, fondatore della satira italiana, nato aMontelupone nel 1865 e morto a Roma nel 1937 artista vivace e con uno spirito critico estremamente pungente. I gruppi si sono avvalsi per l’interpretazione ed il significato della mostra del vice-Sindaco Arianna Elisetti. Le 5M non trascurano di lanciare messaggi sulla donazione del sangue, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica, ricordando l’impegno civile con un invito su ogni maglia: un esempio da seguire. E’ importante ricercare gemellaggi con altri gruppi, non solo per condividere la stessa passione, ma anche per lanciare avvisi di solidarietà. Quest’anno si sono gemellati il gruppo podistico Avis di Sarzana (La Spezia) e il gruppo sportivo Avis di Montelupone (Macerata).

Ma torniamo ai nostri protagonisti.

Gianni Fontana (Presidente dell’Unione Marciatori di Verona)

Sono contento di essere qui perché ritrovo lo spirito delle manifestazioni ove prevalgono i sentimenti, la gioia di esserci ,il piacere di correre, la possibilità di incontrare amici che hanno fatto la storia del podismo in Italia. Esprimo apprezzamento per aver riservato una particolare cura alla partecipazione dei più giovani: tutti i marciatori della domenica sono partiti dopo l’arrivo dell’ultimo ragazzo. E’ bello essere qui come è bello essere in altre parti, il posto conta poco quello che deve prevalere è l’amicizia senza campanilismi. Un invito a Fiasp e Unvs a lavorare insieme per il bene collettivo…”

Ugo Bacchi (Presidente del G.P. Buscoldo di Mantova)

“… sono soddisfatto della manifestazione e della mia vita dedicata allo Sport. Sono commissario tecnico e condivido tale esperienza con altri 13 amici. Sono compiaciuto del buon lavoro degli organizzatori. Ci sanno fare. L’unico rammarico che ho dentro è che i giovani partecipano poco a queste iniziative ricche di valori e di piaceri…”

Gelmino Pasquato

“… sono di Verona e sono 38 anni che organizzo manifestazioni, un attaccamento che spero inviti i giovani a prenderne il testimone…e a partecipare numerosi a manifestazioni come questa…”

Le Istituzioni locali. con il Sindaco Giuseppe Ripani in testa, sono state ospiti a pranzo, condividendo, così, il nostro spirito di intendere lo sport.

“…buono il dolce fatto in casa…”

Grazie Sindaco per aver apprezzato l’impegno di tante donne e di tanti uomini e che, con queste semplici parole, ha dimostrato vicinanza ed attenzione per il lavoro svolto.

Che dire ancora? Grazie all’Avis, al Gruppo “Vai come Vuoi” e, consentitemi, un abbraccio ad un vecchio amico: Pierluigi Ferramondo: un motorino che ognuno vorrebbe avere al proprio fianco. Concludo questi appunti con un caro saluto al “Piedone”, Mario Ferracuti, un amico con cui ho condiviso chilometri di strada e che dà senso alle sue marcelonghe con il motto “Io corro per la ricerca”.

Complimenti Mario. Questo è molto più importante del record di 302 chilometriin 48 ore.

G.T.


VIRGILIO ALTEROCCA MODERNO PRECURSORE

3 agosto 2010

                                     alterocca

Cento anni fa, moriva Virgilio Alterocca 10 agosto 1910.
Il fatto più sorprendente che si può cogliere nella rivisitazione della variegata attività di Virgilio, è l’attualità e la modernità del suo pensiero che ci riporta ad un parallelismo quasi perfetto con l’impostazione organizzativa che oggi ci coinvolge.

Si pensi all’importanza che dette alla comunicazione e alla sua intrinseca interazione tra soggetti.
Significativa l’idea di impiantare una rete telefonicache consentisse l’immediato scambio di informazioni in forma bidirezionale e in senso unidirezionale le pubblicazioni editoriali, i giornali, la costruzione di un teatro ecc. ma anche nella sua caratteristica di velocizzarne la trasmissione utilizzando gli strumenti più all’avanguardia del tempo: l’editoria, le cartoline, il teatro. Sistemi che preludono alla nostra spasmodica ricerca di rendere più immediata possibile l’interazione tra individui, mi riferisco ai nostri sistemi informatici, ai fax, alle e-mail e così via.
Altro filone, oggi di grande attualità, è la sua impostazione del sistema scolastico, sia come educatore, sia come politico. Egli precorrendo i tempi, si batté per una laicità della scuola, per estendere il sistema educativo a tutte le categorie di persone, per introdurre l’educazione degli adulti, per coinvolgere nel problema sia gli enti pubblici che i privati. Posso dire , in tal senso che inventò quella che oggi chiamiamo “Rete” tra soggetti che, per superare gli ostacoli procedurali e di sistema, avvertono la necessità di mettersi insieme e di condividere progetti.

Interessante anche il sistema organizzativo che a mo’ di filiera fu concepito nell’introdurre un prodotto nel mercato (idea, realizzazione, strumenti necessari per la realizzazione, concretizzazione, pubblicità e vendita). Il tutto improntato a fornire prodotti e percorsi di qualità che permettevano di battere ogni concorrenza in proposito.

Per dare un’idea della passione che animava il nostro concittadino Alterocca, cito la sua frase scritta quando già sapeva di non poter vedere realizzato ciò che aveva nel cuore e nella mente:
“…se qualcuno volesse comunque onorare la mia memoria, faccia in qualunque tempo una qualunque offerta a quella Scuola Professionale cui avevo votato il resto della mia vita.”

Il Consiglio d’Istituto dell’IIS Tecnico Professionale “Allievi-Pertini” ha deliberato di intitolare, a Virgilio Alterocca, la palestra dalla scuola da Lui fondata per le motivazioni che seguono.

“Virgilio Alterocca è nato a Terni nel 1853 e morto ad Arrone il 10 agosto del 1910. Alterocca è andato alla storia come “uomo di tempra forte e volitiva”:. Ventiquattrenne, nel 1877 iniziava l’attività tipografica; sei anni dopo, eravamo nel 1883, avviava la stampa e la diffusione dell’Annunziatore Umbro-Sabino, un giornale per lo sviluppo locale (“il miglioramento di Terni sarà sempre il principale obiettivo, il più vivo e costante desiderio di questo giornale”), aperto alle istanze operaie e popolari sia sotto il profilo sociale sia da un punto di vista culturale, ma sensibile anche a quelle degli industriali

Al di fuori del campo editoriale, l’attenzione di Virgilio si sarebbe indirizzata in maniera esemplare nella promozione della Scuola d’Arti e Mestieri in viale Brin, insieme ad Amilcare Spadoni, direttore dell’Acciaieria, Luigi Corradi, Raniero Pontecorvi e Salvatore Salvatori. L’iniziativa, che ebbe una gestazione piuttosto lunga (1904-1909), coronava il percorso di un uomo nato alla vita sociale attraverso la scuola e l’educazione dei giovani: Alterocca, infatti, aveva un diploma di maestro elementare; giovanissimo, era stato direttore scolastico (1872-1875) e quindi ispettore (fino al 1883); aveva fondato (1880) la Società di Beneficenza per l’educazione popolare e il Comitato di Beneficenza per l’istruzione obbligatoria (1890); aveva promosso iniziative del tipo l’Albero di Natale “a beneficio dei bambini poveri e derelitti” della città. Intuì che lo spirito di rinnovamento della sua città avrebbe dovuto essere supportato dall’innalzamento del livello di conoscenza degli abitanti, dando così risposta all’enorme problema che, a livello nazionale, il Cavour aveva avuto occasione di sottolineare al momento dell’Unità d’Italia: il problema dell’organizzazione sociale. La drammaticità della situazione suggerì a Virgilio, oltre alla necessità di divulgare l’apprendimento popolare, di guardare a progetti concreti di crescita culturale (nacquero tentativi di istituire scuole serali, aperte alla frequentazione di ragazzi e adulti). La poliedrica personalità di Virgilio Alterocca, come imprenditore, politico ed educatore ebbe sempre come filo conduttore la formazione professionale e culturale della comunità.

Nessun politico del tempo ebbe chiara, come lui, la percezione dello sviluppo della città e di ciò che essa avrebbe più necessitato per crescere armonicamente con l’esplosione industriale. Inizia a cercare alleati (cultura della rete) nel concretizzare il suo progetto formativo sia fra le grandi società del tempo, sia fra i politici sia fra le istituzioni locali (Camera di Commercio, Comune di Terni) sia fra i più illuminati concittadini. A questo unico obiettivo dedicò la sua intera esistenza utilizzando ogni opportunità, ogni strumento, ogni occasione per coinvolgere tutti, verso l’istruzione delle masse. Sostenuto dalla convinzione che non esiste crescita economica in assenza di apporti formativi e culturali, fondò nel 1904, l’Associazione Alleanza Scolastica fra i cui propositi esisteva quella di costituire una scuola professionale di Arti e Mestieri (oggi sede dell’Istituto Professionale “S. Pertini”). “La nuova scuola deve aver per iscopo precipuo ed essenziale di rialzare il livello della cultura media nelle maestranze operaie, siano esse agricole o industriali, deve formare dei buoni ed abili operai …” Virgilio Alterocca dedicò i suoi sforzi all’imprenditoria privata, impegnandosi su diversi fronti di attività:

a) dal recupero edilizio alla telefonia

b) dall’editoria al giornalismo

c) dalla pubblicità alle affissioni

d) dalla cartoleria alla libreria

nella consapevolezza che lo strumento di crescita individuale e collettiva fosse l’istruzione.
Alterocca, per affrontare la concorrenza puntò su una filiera organizzativa costituita da:

- studio;

- officine;

- magazzino vendite;

- magazzino deposito;

- succursale;

Capì che la pubblicità era importante per essere competitivi sul mercato. Nacque così il “Bollettino Industriale” dedicato alla promozione di imprese attive in città e ad inserzioni commerciali che contribuirono alla divulgazione dei prodotti secondo una concezione più moderna di marketing. Fu promotore della nascita e della diffusione della rete telefonica pubblica, potenziale strumento di comunicazione fra le Istituzioni locali e fra privati.

Con la pubblicità convinse quanti si mostravano dubbiosi “…delle cose nuove e di chi trovava nel telefono una istituzione superflua e prematura…” Virgilio Alterocca ottenne, da parte della Direzione Generale dei Telegrafi, la concessione di impiantare la RETE TELEFONICA CITTADINA (1886).

Le connessioni si muovevano attraverso chilometri di cavi che l’impresa Alterocca ampliò di giorno in giorno fino a confluire nella rete nazionale.

Nella tipografia Alterocca (1898) prende avvio la nuova opportunità produttiva della CARTOLINA ILLUSTRATA, un mezzo gradito dall’utenza per rendere la comunicazione più breve ed efficace, ma utilizzato da Alterocca per fini educativi, didattici, artistici e di diffusione delle bellezze naturali, dando così impulso notevole alla conoscenza turistica della città.
Fra gli operai della tipografia figuravano anche giovani minorenni con lo scopo di avviarli ad un mestiere attraverso l’acquisizione di conoscenze e comportamenti trasmessi dagli operai più esperti. Nulla di nuovo sotto il sole, anche oggi, con la legge sull’apprendistato, l’obbligo scolastico può essere assolto nelle aziende.

Nel 1886, Virgilio Alterocca comprò l’Arena Gazzoli con l’idea di dotare Terni di un luogo per le rappresentazioni teatrali.
Fondò l’impresa Politeama e con uno sforzo finanziario notevole trasformò il luogo all’aperto in un teatro curato nell’arredamento, nel riscaldamento e nell’illuminazione per renderlo fruibile nell’intero corso dell’anno. Virgilio Alterocca entrò in politica affrontando il problema scolastico della città con una visione laica della scuola non più gestita dai soli religiosi, ma libera da ogni condizionamento.

Era stato il principale organizzatore (1892) della Palestra ginnastica marziale ‘Giuseppe Garibaldi’, votata a “raccogliere le giovani forze della città, addestrarle alla ginnastica ed alla difesa dall’impreveduto”; aveva ricostruito (1893) una Filodrammatica “per giovinetti”; aveva dato corpo (intorno al 1901) al Patronato Scolastico ‘10 novembre 1841’, “si prodigò” a favore dell’asilo per l’Infanzia.
Lascia definitivamente la scuola (1883) per dedicarsi all’iniziativa imprenditoriale in modo esclusivo.

A cento anni dalla morte,si propone l’intitolazione della Palestra dell’Istituto Professionale a “Virgilio Alterocca” perché egli oltre ad essere imprenditore, editore, insegnante, direttore didattico, politico benefattore, fu promotore dell’attività fisica presso la Palestra Giuseppe Garibaldi di Terni con l’obiettivo di unire alla formazione della mente quella del corpo secondo il concetto latino “mens sana in corpore sano”.

Per la cerimonia di intitolazione della Palestra dell’Ipsia che sarà messa in atto all’apertura della scuola la Provincia di Terni ha predisposto una targa in ottone delle dimensioni 25×35 da posizionare in Palestra con la scritta “Virgilio Alterocca, il suo esempio a 100 anni dalla morte 10 agosto 1910”

Cento anni fa, moriva Virgilio Alterocca 10 agosto 1910.
Il fatto più sorprendente che si può cogliere nella rivisitazione della variegata attività di Virgilio, è l’attualità e la modernità del suo pensiero che ci riporta ad un parallelismo quasi perfetto con l’impostazione organizzativa che oggi ci coinvolge.

Si pensi all’importanza che dette alla comunicazione e alla sua intrinseca interazione tra soggetti.
Significativa l’idea di impiantare una rete telefonicache consentisse l’immediato scambio di informazioni in forma bidirezionale e in senso unidirezionale le pubblicazioni editoriali, i giornali, la costruzione di un teatro ecc. ma anche nella sua caratteristica di velocizzarne la trasmissione utilizzando gli strumenti più all’avanguardia del tempo: l’editoria, le cartoline, il teatro. Sistemi che preludono alla nostra spasmodica ricerca di rendere più immediata possibile l’interazione tra individui, mi riferisco ai nostri sistemi informatici, ai fax, alle e-mail e così via.
Altro filone, oggi di grande attualità, è la sua impostazione del sistema scolastico, sia come educatore, sia come politico. Egli precorrendo i tempi, si batté per una laicità della scuola, per estendere il sistema educativo a tutte le categorie di persone, per introdurre l’educazione degli adulti, per coinvolgere nel problema sia gli enti pubblici che i privati. Posso dire , in tal senso che inventò quella che oggi chiamiamo “Rete” tra soggetti che, per superare gli ostacoli procedurali e di sistema, avvertono la necessità di mettersi insieme e di condividere progetti.

Interessante anche il sistema organizzativo che a mo’ di filiera fu concepito nell’introdurre un prodotto nel mercato (idea, realizzazione, strumenti necessari per la realizzazione, concretizzazione, pubblicità e vendita). Il tutto improntato a fornire prodotti e percorsi di qualità che permettevano di battere ogni concorrenza in proposito.

Per dare un’idea della passione che animava il nostro concittadino Alterocca, cito la sua frase scritta quando già sapeva di non poter vedere realizzato ciò che aveva nel cuore e nella mente:
“…se qualcuno volesse comunque onorare la mia memoria, faccia in qualunque tempo una qualunque offerta a quella Scuola Professionale cui avevo votato il resto della mia vita.”

Il Consiglio d’Istituto dell’IIS Tecnico Professionale “Allievi-Pertini” ha deliberato di intitolare, a Virgilio Alterocca, la palestra dalla scuola da Lui fondata per le motivazioni che seguono.

“Virgilio Alterocca è nato a Terni nel 1853 e morto ad Arrone il 10 agosto del 1910. Alterocca è andato alla storia come “uomo di tempra forte e volitiva”:. Ventiquattrenne, nel 1877 iniziava l’attività tipografica; sei anni dopo, eravamo nel 1883, avviava la stampa e la diffusione dell’Annunziatore Umbro-Sabino, un giornale per lo sviluppo locale (“il miglioramento di Terni sarà sempre il principale obiettivo, il più vivo e costante desiderio di questo giornale”), aperto alle istanze operaie e popolari sia sotto il profilo sociale sia da un punto di vista culturale, ma sensibile anche a quelle degli industriali

Al di fuori del campo editoriale, l’attenzione di Virgilio si sarebbe indirizzata in maniera esemplare nella promozione della Scuola d’Arti e Mestieri in viale Brin, insieme ad Amilcare Spadoni, direttore dell’Acciaieria, Luigi Corradi, Raniero Pontecorvi e Salvatore Salvatori. L’iniziativa, che ebbe una gestazione piuttosto lunga (1904-1909), coronava il percorso di un uomo nato alla vita sociale attraverso la scuola e l’educazione dei giovani: Alterocca, infatti, aveva un diploma di maestro elementare; giovanissimo, era stato direttore scolastico (1872-1875) e quindi ispettore (fino al 1883); aveva fondato (1880) la Società di Beneficenza per l’educazione popolare e il Comitato di Beneficenza per l’istruzione obbligatoria (1890); aveva promosso iniziative del tipo l’Albero di Natale “a beneficio dei bambini poveri e derelitti” della città. Intuì che lo spirito di rinnovamento della sua città avrebbe dovuto essere supportato dall’innalzamento del livello di conoscenza degli abitanti, dando così risposta all’enorme problema che, a livello nazionale, il Cavour aveva avuto occasione di sottolineare al momento dell’Unità d’Italia: il problema dell’organizzazione sociale. La drammaticità della situazione suggerì a Virgilio, oltre alla necessità di divulgare l’apprendimento popolare, di guardare a progetti concreti di crescita culturale (nacquero tentativi di istituire scuole serali, aperte alla frequentazione di ragazzi e adulti). La poliedrica personalità di Virgilio Alterocca, come imprenditore, politico ed educatore ebbe sempre come filo conduttore la formazione professionale e culturale della comunità.

Nessun politico del tempo ebbe chiara, come lui, la percezione dello sviluppo della città e di ciò che essa avrebbe più necessitato per crescere armonicamente con l’esplosione industriale. Inizia a cercare alleati (cultura della rete) nel concretizzare il suo progetto formativo sia fra le grandi società del tempo, sia fra i politici sia fra le istituzioni locali (Camera di Commercio, Comune di Terni) sia fra i più illuminati concittadini. A questo unico obiettivo dedicò la sua intera esistenza utilizzando ogni opportunità, ogni strumento, ogni occasione per coinvolgere tutti, verso l’istruzione delle masse. Sostenuto dalla convinzione che non esiste crescita economica in assenza di apporti formativi e culturali, fondò nel 1904, l’Associazione Alleanza Scolastica fra i cui propositi esisteva quella di costituire una scuola professionale di Arti e Mestieri (oggi sede dell’Istituto Professionale “S. Pertini”). “La nuova scuola deve aver per iscopo precipuo ed essenziale di rialzare il livello della cultura media nelle maestranze operaie, siano esse agricole o industriali, deve formare dei buoni ed abili operai …” Virgilio Alterocca dedicò i suoi sforzi all’imprenditoria privata, impegnandosi su diversi fronti di attività:

a) dal recupero edilizio alla telefonia

b) dall’editoria al giornalismo

c) dalla pubblicità alle affissioni

d) dalla cartoleria alla libreria

nella consapevolezza che lo strumento di crescita individuale e collettiva fosse l’istruzione.
Alterocca, per affrontare la concorrenza puntò su una filiera organizzativa costituita da:

- studio;

- officine;

- magazzino vendite;

- magazzino deposito;

- succursale;

Capì che la pubblicità era importante per essere competitivi sul mercato. Nacque così il “Bollettino Industriale” dedicato alla promozione di imprese attive in città e ad inserzioni commerciali che contribuirono alla divulgazione dei prodotti secondo una concezione più moderna di marketing. Fu promotore della nascita e della diffusione della rete telefonica pubblica, potenziale strumento di comunicazione fra le Istituzioni locali e fra privati.

Con la pubblicità convinse quanti si mostravano dubbiosi “…delle cose nuove e di chi trovava nel telefono una istituzione superflua e prematura…” Virgilio Alterocca ottenne, da parte della Direzione Generale dei Telegrafi, la concessione di impiantare la RETE TELEFONICA CITTADINA (1886).

Le connessioni si muovevano attraverso chilometri di cavi che l’impresa Alterocca ampliò di giorno in giorno fino a confluire nella rete nazionale.

Nella tipografia Alterocca (1898) prende avvio la nuova opportunità produttiva della CARTOLINA ILLUSTRATA, un mezzo gradito dall’utenza per rendere la comunicazione più breve ed efficace, ma utilizzato da Alterocca per fini educativi, didattici, artistici e di diffusione delle bellezze naturali, dando così impulso notevole alla conoscenza turistica della città.
Fra gli operai della tipografia figuravano anche giovani minorenni con lo scopo di avviarli ad un mestiere attraverso l’acquisizione di conoscenze e comportamenti trasmessi dagli operai più esperti. Nulla di nuovo sotto il sole, anche oggi, con la legge sull’apprendistato, l’obbligo scolastico può essere assolto nelle aziende.

Nel 1886, Virgilio Alterocca comprò l’Arena Gazzoli con l’idea di dotare Terni di un luogo per le rappresentazioni teatrali.
Fondò l’impresa Politeama e con uno sforzo finanziario notevole trasformò il luogo all’aperto in un teatro curato nell’arredamento, nel riscaldamento e nell’illuminazione per renderlo fruibile nell’intero corso dell’anno. Virgilio Alterocca entrò in politica affrontando il problema scolastico della città con una visione laica della scuola non più gestita dai soli religiosi, ma libera da ogni condizionamento.

Era stato il principale organizzatore (1892) della Palestra ginnastica marziale ‘Giuseppe Garibaldi’, votata a “raccogliere le giovani forze della città, addestrarle alla ginnastica ed alla difesa dall’impreveduto”; aveva ricostruito (1893) una Filodrammatica “per giovinetti”; aveva dato corpo (intorno al 1901) al Patronato Scolastico ‘10 novembre 1841’, “si prodigò” a favore dell’asilo per l’Infanzia.
Lascia definitivamente la scuola (1883) per dedicarsi all’iniziativa imprenditoriale in modo esclusivo.

A cento anni dalla morte,si propone l’intitolazione della Palestra dell’Istituto Professionale a “Virgilio Alterocca” perché egli oltre ad essere imprenditore, editore, insegnante, direttore didattico, politico benefattore, fu promotore dell’attività fisica presso la Palestra Giuseppe Garibaldi di Terni con l’obiettivo di unire alla formazione della mente quella del corpo secondo il concetto latino “mens sana in corpore sano”.

Per la cerimonia di intitolazione della Palestra dell’Ipsia che sarà messa in atto all’apertura della scuola la Provincia di Terni ha predisposto una targa in ottone delle dimensioni 25×35 da posizionare in Palestra con la scritta “Virgilio Alterocca, il suo esempio a 100 anni dalla morte 10 agosto 1910”


Comune di Terni – Interrogazione: assegnazione a cooperativa nelle scuole

19 luglio 2010

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Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che l´educazione ai diritti umani e alla convivenza interculturale, già presente nei programmi scolastici, è ormai esaurientemente inserita nei Piani dell’ Offerta Formativa delle istituzioni scolastiche;

tenuto conto che tali argomenti e lo sviluppo di iniziative connesse tendono a combattere le forme di esclusione sociale derivanti da fattori etnici, storici e di classe oltre che da fattori fisici o psicologici;

viste le esperienze di educazione ai diritti e all´interculturalità che si stanno realizzando nelle scuole attraverso: programmi educativi, iniziative di sensibilizzazione ed integrazione, materiali didattici on line, occasioni di scambi fra giovani di diverse nazionalità;

esclusa ogni velleità di sostituzione del docente educatore che con la sua professionalità sa trasferire messaggi educativi che vanno oltre ai saperi di soggetti, seppur esperti di ogni settore.

Tenuto conto, che l’ apporto di esterni può essere costruttivo solo se ritenuto tale dal docente e programmato con la scuola che traccia il percorso formativo e didattico del gruppo classe (docenti non ci si improvvisa).

Si chiede al Sindaco :

- se non ritiene insolito promettere incentivi alle scuole indicando il nominativo di una specifica cooperativa (Edit- Educazione Diritti Territorio). Vedi nota dell’Assessorato alla Scuola e Servizi Educativi del Comune di Terni prot 115073 del 29.06 .2010;

- se non è più utile sostenere con i contributi promessi (€150,00/a modulo) le iniziative proprie delle scuole anziché promuovere attività di supporto esterno che potrebbero interferire con la libera programmazione dei docenti;

- se in momenti di difficoltà economica e di crisi come questo, non ritiene necessario far prevalere le idee, la qualità dei comportamenti e dare della cultura e dell’istruzione nella nostra città, una immagine diversa da quella che potrebbe apparire dalla lettura della succitata nota.

Si richiede anche risposta scritta

Terni, 16 luglio 2010

Giocondo Talamonti


Arriva “La Scossa” n° 7

16 luglio 2010

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E’ uscito il n.7 de “La Scossa”, periodico del Gruppo Consiliare della Lista Comunista. In esso sono riportate le notizie relative ai lavoratori della Basell e della Meraklon, un articolo sull’università a Terni, l’attività del gruppo consiliare di Rifondazione/Comunisti Italiani (Mozione Energia TK AST e Interrogazione sull’intitolazione di una via ad Odone Belluzzi), la manovra economica Berlusconi-Tremonti, le molliche di Effe Elle e le “chicche del Maestro Sommo”. Chiunque può richiederne copia gratuita alla redazione o scrivendo un email a giocondo.talamonti@email.it


Università a Terni

15 luglio 2010

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La conferma dei Corsi di Laurea impiantati a Terni dopo anni di pressioni è frutto di un concreto modo di operare, in difesa della cultura ma anche nel rispetto delle risorse disponibili.
Il premio che Terni ha ricevuto dal Ministero in termini di consolidamento del suo Polo dimostra che l’oculatezza delle scelte, la destinazione degli investimenti, la convinzione che ricerca e applicazione siano destinate a muoversi sullo stesso binario, è realtà irrinunciabile, specie in periodi di magra finanziaria.

Terni ha capito da tempo che non c’è avanzamento senza formazione, senza cultura, senza coordinamento fra scuola e mondo del lavoro. Eppure, anche in queste circostanze, non è facile assicurare i livelli occupazionali in momenti di crisi. Nessun dubbio che sia questa la strada giusta da seguire, comunque, l’unica in grado di lenire, se non annullare, gli effetti delle difficoltà del mercato.

Assicurare alla città, sempre più orientata a ridurre la dipendenza dall’industria pesante, i presupposti per affrontare indirizzi diversi attraverso la specializzazione universitaria, è l’obiettivo che amministratori e politici stanno perseguendo e devono perseguire nel prossimo futuro. Rientra in questo piano trovare opportuna sede alle attività universitarie e di ricerca, elevare la qualità dei risultati, proporsi come modello esportabile per altre realtà nazionali e internazionali.

Si tratta di un progetto ambizioso, felicemente intrapreso e destinato al buon esito solo se ci sarà la volontà politica e imprenditoriale di sacrificarsi per un comune interesse.

Terni, 14.07.2010
Giocondo Talamonti


Atto d’indirizzo: misure a salvaguardia dei contributi ordinari continuativi di contrasto alle povertà estreme e alle situazioni di emergenza

13 luglio 2010

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Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che La grave condizione di scarsità di risorse dell’Amministrazione Comunale dovuta ai molteplici tagli ai trasferimenti finanziari da parte del governo ha determinato la scelta di ridurre la spesa per quei sostegni economici, opportunamente finalizzati, elargiti in passato alle famiglie in difficoltà

Considerato che Nel corso della discussione del Bilancio Preventivo 2010 il 24/04/2010 è stato approvato un atto d’indirizzo in cui si impegna il Sindaco e la Giunta a “monitorare lo stato sociale e, nel disegnare e sostenere le misure attive d’inserimento lavorativo e dei servizi, a non abbandonare il sistema del sussidio economico che, seppur modesto, consente nelle fasi di transizione, di rispondere alle necessità di chi è in difficoltà”

Considerato che Nell’atto si impegna quindi il sindaco e la giunta ad operare in direzione di una razionalizzazione della spesa e dell’introduzione “di una efficace cultura del controllo” in merito alla spesa sociale, senza procedere alla sospensione dei sussidi in assenza di tale monitoraggio

Considerato che Nella deliberazione della giunta comunale del 15/06/2010 avente per oggetto “Sospensione erogazione contributi ordinari continuativi, individuazione per l’anno 2010 di misure di contrasto alle povertà estreme, per situazioni d’emergenza, inderogabili ed indifferibili” si stabilisce l’immediata sospensione dei contributi ordinari continuativi e di individuare entro il 2010 le misure di contrasto alla povertà per le situazioni d’emergenza.

Appurato che Quanto deliberato in giunta il 15/06/2010 si pone in diretto contrasto con quanto previsto nell’atto d’indirizzo del 24/04/2010 in merito alla priorità del monitoraggio e al mantenimento del sistema dei sussidi nel corso dello stesso.

Sottolineato che Nella delibera di giunta del 15/06/2010 non si prende in considerazione l’impegno preso con l’approvazione dell’atto indirizzo del 24/04/2010 riguardo alla destinazione dei fondi residui dalle varie voci di bilancio per incrementare le risorse necessarie all’erogazione dei sussidi già in occasione della prossima discussione del bilancio correttivo 2010.

Preso atto che In assenza sia di un monitoraggio dei molteplici casi oggetto d’intervento che della prospettiva di un aumento della voce di spesa dedicata tramite una ricognizione degli avanzi gestionali degli altri ambiti di spesa, la sospensione immediata dei sussidi determina per molti i soggetti beneficiari la perdita dell’ultima rete di sicurezza a disposizione e quindi il brusco aggravarsi della condizione di povertà e di marginalizzazione socio-economica, specie in una situazione di crisi generale.

Tenuto conto che Si rende necessario verificare la corretta applicazione del regolamento di accesso alle prestazioni e agli interventi di natura socio-assistenziale deliberato dal Consiglio Comunale il 02/02/2004 al fine di scongiurare eventuali dispersioni di risorse.

Il consiglio comunale di Terni impegna il Sindaco e la Giunta
1) A bloccare la sospensione dell’erogazione dei contributi ordinari continuativi in assenza di un adeguato monitoraggio di tutti i casi oggetto d’intervento

2) Di dare la priorità a detto monitoraggio con lo scopo di introdurre una cultura di giusta equità nell’ambito delle politiche sociali, sola garanzia sistematica perché le risorse siano indirizzate verso chi ha più bisogno

3) Di impegnarsi, a seguito della riduzione degli stanziamenti per l’apposito capitolo di bilancio per l’anno 2010 a € 174.642,62, di dare la priorità in occasione della discussione del bilancio correttivo all’aumento della spesa dedicata attuando una rigorosa ricognizione delle risorse e destinandovi ogni eventuale avanzo gestionale

Terni, 12 luglio 2010
RC/CI Talamonti Giocondo;
Nannini Mauro;
Luzzi Luzi


Comune di Terni – Interrogazione: Sicurezza sul Lavoro. Ispels

13 luglio 2010

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Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che dall’inizio dell’anno ad oggi, nonostante una maggiore attenzione si sono registrati sul lavoro i seguenti dati:
554
morti,
554.440
infortuni,
13.861
invalidi.

Valutato che come deterrente preventivo la cultura è fondamentale per diminuire i numeri di infortuni su cui la scuola, unitamente al contributo sinergico di tutti, può giocare un ruolo determinante affrontando tali temi nella quotidianità.

Considerato che lo sdegno e gli appelli accorati che seguono le sciagure in occasione degli infortuni sul lavoro, non sono più sufficienti a frenarle per cui occorre, al più presto, mettere in campo le competenze e le responsabilità di tutti i soggetti impegnati sul terreno della salute e della sicurezza attraverso un piano strategico basato sull’istruzione e sulla formazione-informazione dei lavoratori.

Vista che in controtendenza si sta procedendo alla soppressione degli enti di controllo e di prevenzione come ad esempio l’Ispels (Istituto Superiore per la Prevenzione e la sicurezza del Lavoro) che verrà incorporato all’INAIL (così recita il testo della manovra finanziaria licenziato dal Consiglio dei Ministri e ora in discussione in Parlamento).

Tenuto conto che l’Ispels si è sempre occupato di temi particolarmente importanti e delicati come la ricerca, la salute e la sicurezza sul lavoro, lavoro minorile, sostanze pericolose, procedure e soluzioni utili alla riduzione del rischio in ambienti di lavoro, studi su amianto e molto altro ancora.

Visto che l’ attività dell’Ispels è autofinanziata al 60% con introiti provenienti:

· dai servizi di omologazione (accertamenti di carattere tecnico, finalizzata al controllo della conformità delle macchine ai requisiti essenziali di sicurezza). (circa 35 milioni di€);

· dalla propria attività di ricerca (circa 20 milioni di€)

e che in base all’autonomia gestionale hanno avuto accesso ai finanziamenti stanziati dall’Unione europea nell’ambito dei programmi quadro di ricerca e sviluppo tecnologico.

Si chiede al Sindaco e all’Assessore alle politiche del lavoro se non sia il caso :

· di far giungere al Ministero del Lavoro la preoccupazione della città di Terni per tale soppressione;

· di sondare se secondo gli intendimenti ministeriali è ritenuta strategica l’integrazione ISPELS –INAIL per una diminuzione dei numeri di infortuni, di morti e soprattutto di invalidi sul lavoro.

di chiedere uno specifico impegno sulla ricerca e sull’aggiornamento continuo ritenuto prioritario per prevenire i rischi emergenti
inerenti la sicurezza sul lavoro, la tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro, e per promuovere la formazione e la cultura della sicurezza.

Terni, 12 luglio 2010

RC/CI Talamonti Giocondo;
Nannini Mauro;
Luzzi Luzio


Comune di Terni – Ordine del giorno: finanziaria correttiva varata dal Governo

13 luglio 2010

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Al Sindaco del Comune di Terni

Considerato che la manovra finanziaria correttiva varata dal Governo si configura come una vera e propria contro-riforma degli EELL dal momento che i tagli poderosi dei trasferimenti -oltre 14 miliardi- mettono profondamente in discussione l’autonomia finanziaria di Comuni, Province e Regioni e i diritti dei cittadini.

Tenuto conto che nella manovra si assiste ad un’ esasperazione del “patto di stabilità” perché prevede sia il taglio di trasferimenti sia una serie di norme che inaspriscono le sanzioni per gli enti inadempienti; per le Regioni a statuto ordinario si prevede un taglio di 4000 milioni di euro per il 2011 e 4500 per il 2012; per le Regioni a statuto speciale (e le province di Bolzano e Trento) meno 500 milioni per il 2011 e meno 1000 per il 2012; per i Comuni meno 1500 per il 2011 e meno 2500 per il 2012; per le Province meno 300 milioni per il 2011 e meno 500 per il 2012. A questa cifra di ben 14,8 miliardi nel prossimo biennio vanno aggiunti gli effetti del taglio già deciso con la precedente finanziaria triennale (ddl 112/98 sempre di Tremonti):per il 2011, infatti, alle cifre prima richiamate vanno sommati 1800 milioni per i Comuni, 98 per le province, 1500 per le Regioni.

Preso atto che con questi numeri gli EELL non sono in grado di chiudere i bilanci; si trovano costretti, infatti, a mo di ricatto, di tagliare sui servizi sociali (asili nido, refezione scolastica, assistenza agli anziani ed ai portatori di handicap, sostegno ai minori a rischio, inclusione dei più deboli a partire dai migranti ecc.) cancellandoli alcuni o diminuendone la qualità ed estensione universalistica, elevandone le fasce di gratuità e di compartecipazione; di aumentare le tariffe dei servizi (tassa rifiuti,occupazione suolo, trasporti servizi a domanda individuale ecc.) magari tentando di privatizzarli (l’esatto opposto di quello che chiedono le centinaia di migliaia di cittadini che hanno firmato il referendum per l’acqua pubblica); ed ancora, di vendere ai privati il patrimonio strategico, oggi rimpinguato dal cosiddetto federalismo demaniale; infine, inevitabilmente, di sforare il patto di stabilità subendone le sanzioni successive.

Tenuto conto che la nuova normativa delle sanzioni, come prevista nel decreto legge, ha effetti pesantissimi non tanto per la vita amministrativa degli enti, ma per la vita dei cittadini: le sanzioni nel decreto prevedono integrale recupero da parte dello Stato delle somme eccedenti il patto nel successivo trasferimento (finora si tagliava al massimo il 5% all’anno), limite degli impegni di spesa, blocco del ricorso agli indebitamenti anche per gli investimenti, divieto di procedere ad assunzione di personale a qualsiasi titolo ecc.

Tenuto conto che i tagli agli enti locali sono in realtà un attacco durissimo alle condizioni di vita dei cittadini, soprattutto dei lavoratori a reddito fisso, dei precari e dei disoccupati e che l’effetto di questa manovra, determina- secondo una ricerca dell’ ANCI-IFEL -una riduzione media della spesa dei Comuni del 10%, con un’incidenza maggiore per i Comuni che hanno fatto più investimenti e spese negli anni scorsi e la previsione, fondata, che oltre il 50% dei Comuni non sarà in grado di rispettare i vincoli.

Preso atto che i tagli della manovra affermano un federalismo non solo non solidale, ma apertamente in contrasto con il Titolo V della Costituzione e che, diritti e servizi, rischiano di non esser garantiti “in maniera appropriata ed universale” in tutti i territori in maniera uniforme.

Tenuto conto che il comparto degli EELL, dei Comuni in particolare, in questi anni, ha migliorato i suoi saldi a differenza dello Stato e che sarebbe sbagliato che la finanza locale sia subordinata alla finanza nazionale nel quadro di un rapporto costituzionalmente paritario fra i vari livelli dello stato

Considerato che appare demagogica ed inefficace la propagandata sforbiciata ai costi della politica a livello di enti locali: riduzione dei compensi per i Sindaci e gli Assessori, indennità per i Consiglieri che passa, come tetto massimo, da un terzo ad un quinto di quella prevista per i Sindaci e che, nella stessa Relazione Tecnica allegata alla manovra, da queste norme non deriva nessun risparmio per i saldi nazionali, evidenziando una semplice volontà di attacco alla risorsa della democrazia elettiva dei consigli.

Emblematico a tal riguardo è il taglio del gettone di presenza per i Consigli circoscrizionali e municipali ( poche centinaia di euro al mese nelle grandi città) in quanto già con le precedenti Finanziarie tali emolumenti sono stati già limitati ai soli capoluoghi di provincia ed alle città superiori ai 100.000 abitanti

Preso atto che non è certo credibile una manovra che in nome del rigore taglia gli spiccioli dei compensi dei Consiglieri ma non taglia il numero dei parlamentari, limitandosi ad una piccolissima riduzione del compenso e rimandando lo sbandierato taglio dei rimborsi elettorali dei partiti alle prossime elezioni politiche (presumibilmente nel 2013), e quindi senza incidenza sui saldi della manovra oggi in discussione.

Preso atto che esiste un nesso forte fra i tagli agli enti locali che ridurranno la loro capacità di erogare servizi ai cittadini, e l’attacco indiscriminato ai pubblici dipendenti e alla dirigenza pubblica contenuta nella manovra attraverso la sospensione dei diritti contrattuali collettivi ed il licenziamento di oltre il 50% dei precari che lavorano nella pubblica amministrazione.

Tutto ciò premesso il Consiglio comunale di Terni impegna il Sindaco e la Giunta a mobilitarsi al fine di:

1) costruire un’iniziativa unitaria dei Consigli comunali e provinciali che contrasti la manovra sul versante dell’autonomia, dei bisogni e dei diritti dei cittadini chiedendo alle associazioni- ANCI UPI LEGAAUTONOMIE- un ruolo incisivo nei confronti del Governo e del Parlamento nella direzione di ridurre i tagli ed alleviarne gli effetti sulla vita dei cittadini, prevedendo anche una campagna informativa per tutti gli amministrati.

2) sperimentare forme di disobbedienza civile delle Amministrazioni e degli Amministratori contro gli effetti dei tagli impegnandosi, ivi compresa la possibilità di organizzare “scioperi alla rovescia” con la partecipazione dei cittadini e degli operatori facendo funzionare meglio i servizi che si dovrebbero tagliare o ridurre (esempio asili nido, centri servizi sociali ecc.)

3) sostenere la campagna contro la privatizzazione dei servizi pubblici valorizzando gli effetti positivi, a livello di consenso popolare, indotti dalla massiccia partecipazione alla ra
ccolta di firme per l’acqua pubblica.

Terni, 12 luglio 2010

RC/CI Talamonti Giocondo;
Nannini Mauro;
Luzzi Luzio


Comune di terni – Interrogazione: risposte scritte alle interrogazioni

13 luglio 2010

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Al Sindaco del Comune di Terni

Premesso che le risposte ad interrogazioni, se richieste in forma scritta, devono essere fornite ai consiglieri e in tempi sufficientemente brevi per dare dell’amministrazione una immagine di efficienza e di tempestività;

ritenuto che sia trascorso un tempo alquanto sufficiente perché l’Assessore alla cultura di Terni sia stato messo nelle condizione di predisporre la risposta, in forma scritta, di quanto richiesto il 15 marzo u.s. con l’interrogazione avente per oggetto “Utilizzo degli spazi del Caos (ex Siri) in occasione del capodanno 31.12.2009 (prot. n.21055 del 2.02.2010) ; così come a quella “Missione al Museum of Modern Art di Ne di New York” (prot. n.21051 del 12.02.2010);

giudicato opportuno sollecitare la richiesta, anche perché le risposte orali non hanno soddisfatto l’interrogante,

il Gruppo di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani chiede al Sindaco
di regolamentare la questione con procedure e tempistiche operative onde consentire risposte puntuali alle interrogazioni.

Terni, 12 luglio 2010

RC/CI Talamonti Giocondo;
Nannini Mauro;
Luzzi Luzio